mercoledì 11 aprile 2018

Giorni frenetici e preparativi che scalpitano

Le ultime settimane sono state impegnative, e tutto il prossimo mese sarà altrettanto.
Gli impegni, il lavoro e le tantissime trasferte di Marco la faranno da padrone.
Passo da momenti di carica a mille, con l’entusiasmo che avevo all’inizio per incastrare tutti gli appuntamenti e finire le cose riguardanti il matrimonio ad altri dove abbasso l’asticella e avrei solo voglia di mettere la testa sotto la sabbia e rimanere li. 

sabato 31 marzo 2018

Prodotti finiti: BEAUTY e HOME

Ci sono alcune tipologie di video che amo proprio guardare, sarà che sono sempre molto incuriosita dai prodotti beauty, dalle novità e dai trend del momento ma i video sugli empties rientrano tra i miei preferiti.
Ecco perché da un mese a questa parte ho cercato di non gettare le confezioni dei prodotti che mano a mano finivo ma li ho conservati per poi appunto farveli vedere e darvi le mie impressioni.
Non so voi ma io proprio una vera e propria soddisfazione nel terminare i prodotti, finirli fino all'ultima goccia. Una volta se non mi piaceva qualcosa o non ero costante nel suo utilizzo spesso cadeva nel dimenticatoio fino a quando non facevo un po' di sano decluttering e dovevo buttarlo; ora invece cerco sempre di finire tutto quello che apro anche cercando usi alternativi consoni per evitare sprechi inutili.
Vi lascio al video e aspetto i vostri pareri sui prodotti citati, quali conoscete già e quali invece vi hanno incuriosito?

mercoledì 28 marzo 2018

Labo suisse: il filler make up

Qualche settimana fa ho ricevuto alcuni prodotti da parte dell'azienda Labo Suisse che ha voluto farmi provare alcune novità delle loro linee. Vi avevo fatto vedere il contenuto del pacco su Instagram e ne eravate rimaste curiose.
Labo suisse è un marchio che conoscevo già, ma onestamente non conoscevo tutte le linee di prodotti che invece sono davvero tante e molto interessanti.
In questo post voglio iniziare a parlarvi di due dei vari prodotti ricevuti, che fanno parte della linea Labo Filler Make-up: il mascara e la cipria in polvere libera.

lunedì 26 marzo 2018

Il tema del matrimonio - rewedding's post

Eccoci arrivati al quarto post dedicato al matrimonio, e qui voglio raccontarvi di come nell'organizzazione del grande giorno avere un tema, una palette colori e/o un'idea di fondo sia fondamentale per creare tutto in armonia; un fil Rouge che tenga unite le varie fasi della giornata e dell'organizzazione.
siza Padovan
Vi confesso che io non avevo un tema e la cosa, sopratutto inizialmente quando tutto era ancora da definire mi sembrava un po' invalidante, che senza non avremmo potuto procedere. Certamente sapevo ciò che non mi sarebbe piaciuto e soprattutto cosa volevo evitare; inoltre, partivo da una palette di tre colori predominanti che avrei voluto caratterizzassero l'evento.
Per un certo periodo fui quasi convinta che in mancanza di un tema che proprio non riuscivo a trovare, il matrimonio si sarebbe sviluppato proprio su quei tre colori. Però mentre sceglievamo e definivamo il Guest book ci è venuta una sorta di illuminazione, per il tema, che ci ha portato anche alla scelta delle bomboniere (di questo ve ne parlerò dopo il matrimonio per non svelare nulla agli invitati che so che mi leggono XD) e senza rendercene conto ci siamo accorti che ce l'avevamo avuto proprio davanti agli occhi senza saperlo. Era infatti il leitmotiv che ci stava accompagnando in molte sfaccettature di questi preparativi.
Questo per dirvi che se anche non partite a organizzare il matrimonio da un tema, non è detto che poi questo non emerga da sé durante i preparativi.
Voi avevate un tema? E' stato difficile trovarlo e sopratutto adattarlo all'evento?
Oltre alla palette colori un'altro aspetto di cui ero più che convinta era sicuramente che volevo un risultato armonioso, non forzato non troppo costruito ma liscio. Dovete sapere che quando io immagino quel giorno, l'aggettivo che me lo rappresenta di più è proprio LISCIO, elegante e moderno anche ma liscio la fa da padrone. Anche voi avete un aggettivo per il vostro matrimonio?

Mancano meno di due mesi e spero che l'aspettativa rispetti poi la realtà di quel giorno, ma per ora so che quello che sto/stiamo preparando sta venendo come me l'ero sempre immaginato, è ciò che mi piace e che secondo me ci rappresenta come coppia.
Sicuramente aver partecipato all'organizzazione dei matrimoni delle mie amiche mi ha aiutato, sia per i validi consigli che mi hanno dato in questi mesi, sia per piccoli accorgimenti che grazie "all'esperienza" ho potuto mettere in pratica.
Se per tema, guest book e bomboniere vi lascio un poi di souspance per ovvi motivi (ma prometto che dopo il grande giorno vi farò vedere tutto), vi posso svelare quali saranno questi tre misteriosi colori predominanti (anche se potreste indovinarli se mi seguite da un po'): ci sarà ovviamente il bianco, le tonalità del viola/lilla e poi il grigio elegante e raffinato. Avevate indovinato?

Aspetto i vostri racconti,

lunedì 19 marzo 2018

Festa del papà 2018

Qui il papà rappresenta un punto fisso della nostra famiglia, un eroe moderno, un compagno di giochi ineguagliabile, un caldo abbraccio prima della nanna ma anche colui che rimprovera a bisogno e si fa comprare con un nonnulla poco dopo.

5 anni fa mi potevo solo immaginare che rapporto ci sarebbe potuto essere tra padre e figlio, ma la mia immaginazione non sarebbe potuta arrivare a tanto quanto è la realtà.
La loro complicità è speciale, loro che si assomigliano fisicamente ma hanno un carattere così diverso ma che si intreccia e completa l'uno con l'altro. Lui che trasmette al piccolo tutte le sue passioni, che a sua volta si lascia appassionare; ed io che non posso che amarli ancora di più.
Insieme sono uno spasso, si divertono e ne combinano di tutti i colori; ed oggi che è la festa del papà io voglio unirmi a Pietro per festeggiarlo perché se lo merita.
Tanti auguri amore mio, sei un papà speciale, che cerca di mettercela tutta anche quando il resto della vita si mette d'intralcio, che ci ama e che stravede per il suo bimbo.
Dovrebbero essercene di più di papà come te, altruista e affettuoso nonostante a volte il tuo lavoro ti porta lontano sai sempre come recuperare il tempo perso e rendere di qualità i momenti trascorsi insieme. 

In questa giornata però non posso non menzionare anche il mio di papà, che proprio in questo momento si sta facendo in quattro per me e che per qualsiasi cosa di cui io possa avere bisogno lui c’è, sempre. Quindi grazie e tanti auguri anche a te papi. 
E auguri a tutti i papà del mondo che amano i loro figli. 


giovedì 15 marzo 2018

Nuove esperienze per Pietro: il corso di nuoto

Questa settimana per il piccolo di casa c'è stato un bel banco di prova; con la scuola infatti hanno iniziato il corso di nuoto. Un'iniziativa che ripropongono ogni anno per le classi dei medi e dei grandi e che noi genitori abbiamo accolto volentieri, perché si rivelerà sicuramente una bella esperienza di divertimento e crescita per i nostri figli.

Infatti, non si tratta solo del corso di nuoto in sé, ma di tutto quello che poi esso concerne: l'autonomia di ciascun bimbo, la gestione di cose nuove come il pulmino, la condivisione di questa esperienza con i compagni e le maestre.
Insomma la sera prima lui era super emozionato e eccitato, mentre io era intenta ad etichettargli tutto l'occorrente e cercare di spiegargli un pochino cosa gli sarebbe servito e cosa avevo messo "per sicurezza". La mattina si è alzato più velocemente degli altri giorni, ha fatto la sua colazione e poi con il suo zaino/trolley l'ho visto pronto sulla porta e mi son quasi emozionata.  Vuoi che siamo nel mezzo dei preparativi e di un bel turbinio di emozioniin questo periodo, però lo vedo grande e più cresce più lo amo se possibile. 
Pietro è un bambino abitudinario, ha bisogno della sua routine e le novità non sempre le vede di buon occhio. Spesso ci siamo trovati a dover “convincerlo” (passatemi il termine) a provare a fare qualcosa di nuovo. Poi nell’arco anche di sole poche settimane ci dimostra che sta crescendo, fa piccoli upgrade che se fino al giorno prima non amava buttarsi in certe attività ora invece si. E quella mattina ho osservato questo suo ennesimo cambiamento. Un cambiamento in fatto di atteggiamento, invisibile magari dall’esterno ma per me significativo.
Se solo ripenso al suo primo corso di acquaticitàquasi non mi ricordo com'era e non nego che qualche volta mi rileggo certi vecchi post per rivevere un pochino quei momenti.
Comunque oggi vi volevo raccontare la sua emozione, di questa nuova avventura che lo impegnerà nelle prossime settimane. La sera a cena era gasato, felice ed entusiasta (nonostante come prima uscita non sia stata perfetta ma ci son stati degli imprevisti) pronto a raccontarci nel dettaglio tutto: il prima, il tragitto con il pulmino dove: sai mamma che faceva caldissimo?, lo spogliatoio dove la soddisfazione di essersi vestito da solo era palpabile, la lezione e il rientro.
E' stato bello anche per noi ascoltarlo così preso e affascinato da questa prima lezione. Anche i vostri bimbi fanno qualche esperienza del genere con l'asilo?
Io lo trovo davvero stimolante (qualunque sia l'attività proposta), e anche questo tassello sta rendendo questo secondo anno di materna davvero molto più piacevole del primo.

Ah per chi se lo stesse chiedendo le etichette son servite, tutto è rientrato senza aver lasciato in giro nulla. Chissà prima di fine corso quante cose perderemo XD
Per ora sembra davvero che questa novità lo stia coinvolgendo molto, tanto che gia ci chiede quando sarà la prossima lezione.
E i vostri bimbi come prendono le novità? Si buttano incuriositi o al contrario a volte devono essere spronati?
Raccontatemi le vostre esperienze qui o in privato, sono bei spunti di riflessione anche per me.



lunedì 12 marzo 2018

Perché mi piace Instagram

Che Instagram sia il mio social network preferito è ormai noto, ma oggi vorrei provare a raccontarvi perché mi piace così tanto da preferirlo agli altri.
In primis perché ha le foto come fulcro principale, che poi da cinque anni a questa parte sia letteralmente cambiato il tipo di foto pubblicate è un altro discorso, e io amo le foto. Amo guardarle, farle, farmele fare perché come ho detto più volte riescono a catturare i momenti che altrimenti non riusciremmo sempre a ricordare.
E' immediato, veloce con lui si riesce velocemente a comunicare e condividere.
Lo trovo spesso anche d'ispirazione grazie ai contenuti condivisi da chi seguo, dal food al beauty o al mondo mamme-bimbi; foto di viaggi e mete mozzafiato ma anche le cose più semplici: un fiore, un abbraccio o un sorriso.
Inoltre, grazie alle stories si possono condividere pezzi di quotidianità e si riesce ad instaurare un bel legame con chi ti segue e guarda.
Ma quello che più me lo fa amare è proprio il rapporto che si instaura tra di noi, sia con chi conosco da tanti anni, che conoscenze più recenti.
Proprio qualche sera fa ho pubblicato questa foto, raccontandovi di come ho deciso di iniziare a portare le lenti e di come all'inizio la cosa fosse stata traumatica, non per l'atto pratico in sé ma per l'effetto che mi faceva vedermi senza occhiali. Sotto quella foto sia pubblicamente che in privato ho ricevuto davvero tanti racconti vostri, e mi sono sentita davvero parte di un gruppo di amiche, davvero bello. Mi ha fatto stare bene e mi ha confermato ancora una volta quanto questo social mi piaccia.
So che a volte viene criticato per i suoi algoritmi e per le sue foto fin troppo perfette, ma se di algoritmi non me ne intendo per il secondo punto direi che a me piace anche per quello. Si sa che non è sempre la realtà e che spesso sotto il vassoio candido con la colazione super perfetta c'è la macchia di quello stesso caffè caduto proprio per creare lo scatto; o che accanto alla torta super instagrammabile ci sono ancora tutte le terrine da lavare e la cucina incasinata. L'importante è esserne consapevoli e apprezzare la foto per quello che è. Cosa ne pensate?
Qual'è il vostro social preferito? Instagram vi piace?

Aspetto anche qui i vostri commenti,

giovedì 8 marzo 2018

Il mio salvastress

Qualche post fa vi raccontavo di come nonostante il lavoro full time io riesca ad organizzarmi e a gestire tutto tra casa, figlio, lavoro ecc.
come vi accennavo il tutto a volte fila liscio, mentre altre sembra tutto vada storto facendomi arrivare alla fine stremata. 
Mettici che io sono una persona abbastanza ansiosa, che noi donne soffriamo di sbalzi ormonali con cadenza regolare e che questi periodi più tosti proseguano più del dovuto otterremo un livello di stress un po’ più alto del normale. 
Questa situazione a volte si risolve con una piccola pausa, un momento ritagliato dalla frenesia come ve ne parlavo qui; altre invece ahimè sfocia in forti mal di testa o piccole infezioni intime. 
Non stiamo parlando di cose gravi, per carità ma sicuramente molto fastidiose. 
Saró sincera con voi, io ho una soglia del dolore davvero bassa, non sopporto avere male e quando mi capita mi blocco, se sono a lavoro reggo ma poi non appena mi rilasso a casa crollo. 

Solo che d’altro canto non volevo più prendere medicinali così, ogni volta che mi capitava così una sera avevo in casa il tea tree oil e ho provato ad usarlo per un uso diverso da quello per cui lo avevo acquistato. Io fino ad allora lo usavo esclusivamente per i brufolini infiammati. Per il mal di testa ne ho massaggiato poche gocce vicino alla fronte e sulla nuca. Mi ha aiutato rilassandomi moltissimo. Un’altra volta, invece, durante un’infezione intima ne ho messo qualche goccia nell’acqua e usata come lavanda e nel giro di poco l’infezione si è attenuata velocemente. 
Da quel momento tengo sempre in casa una boccetta di olio e ho diminuito drasticamente l’uso di medicinali per questi problemi. 
Voi lo conoscete? Conoscevate già questi usi differenti o come me lo utilizzavate per uno esclusivo? Fatemi sapere come lo usate voi, magari scopriamo cose nuove.
Per me è diventato uno dei #maipiusenza, un vero e proprio salvastress. 



martedì 6 marzo 2018

Come faccio le onde con il ferro 5 in 1 Elehot

Un mese fa ho deciso di acquistare un nuovo ferro su Amazon. Il mio se ne voleva andare in pensione e non volendo rinanere senza ho fatto una ricerca accurata sul web imbattendomi su questa marca Elehot. Ultimamente la mia piega standard dei capelli sono proprio queste onde morbide che risultano armoniose e molto eleganti.
Fino a qualche tempo fa ero abbastanza ciompa ad acconciarmi i capelli, (non che ora io sia un’esperta) ma con un po’ di prove e manualità le onde mi riescono bene. Inizialmente le facevo con la piastra ma mi sono resa conto che con il ferro mi durano fino al lavaggio successivo, scendendo certamente ma l’accenno di onda c’è.
Le recensioni promettevano bene e così mi sono convinta e l’ho acquistato. 
Dopo averlo usato e provato per un mese mi sono fatta un’idea chiara su di lui. L’avró promosso? 
Vi lascio al video 

sabato 3 marzo 2018

La scelta di fotografo e grafico per inviti - #rewedding's post

Qui i giorno trascorrono veloci, quasi senza accorgersene e il gran giorno inizia a farsi sempre più vicino. 
Inizia a farsi sentire anche l'ansia da preparativi, tra distribuzione degli inviti che richiede un bell'impegno e gli altri dettagli, abbiamo con che divertirci. Per metterci un po' di pepe in più in questi giorni è arrivata anche da noi la neve che per quanto sia belle e divertente crea sempre un po' di subbuglio.
Ma in questo post voglio raccontarvi un po' delle prime cose che abbiamo definito e deciso . Perché una delle cose fondamentali nell'organizzazione di un matrimonio è scegliere i fornitori, e i collaboratori per quel giorno. Se si sceglie di avere un wedding planner, la mole di lavoro spetta a lui e a voi solo la parola finale. Se invece come me volete occuparvi personalmente di tutto spetta a voi, valutare le proposte i preventivi e tutto ciò che concerne.
Io devo dire che per alcune cose avevo le idee molto chiare, sia perché avendo assistito all'organizzazione dei matrimoni delle mie amiche avevo già un quadro generale, sia perché avevo già delle idee a chi rivolgermi per i vari servizi.
Partendo dal fotografo, non potevo che non scegliere lei, Silvia; a lei ci lega anche un bel rapporto di amicizia e affetto e questo renderà il tutto ancora più speciale. Abbiamo chiesto a lei di immortalare il nostro giorno anche perché Marco non ama stare molto sotto i riflettori ma sapere che ci sarà lei lo rende di molto più a suo agio. Sarà emozionante e non vedo letteralmente l'ora. Lei poi la sua passione e dedizione a questo lavoro te la trasmette proprio, mi ha dato molti spunti e consigli super utili che metterò in pratica. Quello che posso consigliarvi è di scegliere qualcuno di cui vi fidate, di cui amate lo stile e il modo di lavorare e di definire le cose bene fin da subito. 
Un aspetto invece che mi ha vista indecisa per un po' sono stati gli inviti. Inizialmente pensavo di crearmeli da sola ma:
-non avevo un mio computer con cui smanettare ma solo quello di Marco aziendale che usava appunto per lavoro e trasferte ergo lo avevo disponibile pochissimo.
-non avevo poi tutto sto gran tempo da dedicarmici
-essenzialmente non sapevo da che parte girarmi
Ad un certo punto ho quindi deciso di farmeli fare da qualcuno del settore. E proprio grazie alla mia amica e fotografa Silvia ho conosciuto Laura e dopo aver visto i suoi lavori abbiamo iniziato a ragionarci su e a progettare i nostri inviti.
Non è stato difficile ma nemmeno così scontato arrivare alla decisione finale. Ma il risultato finale a noi piace tantissimo, e magari quando avrò finito di distribuirli ve li faccio vedere. 
Voi con che criteri avete deciso i vari fornitori?
Magari in un prossimo post vi racconto anche della scelta del fiorista e del tema del matrimonio, che ne dite?

mercoledì 28 febbraio 2018

Kidizoom DUO Vtech - recensione

A Natale Pietro ha ricevuto questa bellissima macchinetta fotografica che da quel giorno ci portiamo sempre dietro in ogni occasione.
Finalmente una macchinetta a datta a lui, con una presa ergonomica utilissima e rivestita di gomma antirottura. 
La stiamo adorando, e così abbiamo deciso di farvela vedere meglio in un video insieme. 
Pietro era tutto gasato all’idea di filmare il video, anche se la registrazione è stata frammentata da mille interruzioni. Vi lascio comunque al video e aspettiamo i vostri commenti, anche Pietro che è un super curiosone. 

lunedì 26 febbraio 2018

La Chiamata di Marzo - la nostra tradizione

Ieri c'è stata la consuetudinaria sfilata del mio paesello d'origine. vi avevo già fatto vedere delle foto quattro anni fa in questo post, in quell'edizione avevo sfilato con Pietro.

Una manifestazione che avviene ogni due anni a Recoaro Terme, e no non è un carnevale ma proprio una rievocazione storica. Una tradizione del paese molto sentita e che vede sempre un numero importante di partecipanti e anche di spettatori.
La Chiamata di Marzo viene svolta sempre l'ultima domenica di febbraio proprio per salutare l'inverno e chiamare la tanto attesa primavera. Vengono allestiti dei carri studiati nei particolari con pezzi originali dei vari mestieri dell'epoca, momenti di vita quotidiani e situazioni come la scuola, le osterie della tradizione cimbra. Arrivando in centro del paese sembra proprio di entrare in una di quelle cartoline dei primi del '900, un'atmosfera molto suggestiva.
Ieri ci siamo svegliati sotto la neve e il tutto era se possibile ancora più suggestivo. Infatti per ciamar marso non si guarda il meteo, si fa comunque con il sole, con la pioggia o anche con la neve.
Come ogni anno ogni contrada del paese allestisce il proprio carro, una lavoro minuzioso portato avanti dagli organizzatori sempre con molta attenzione per poi ritrovarsi tutti insieme a sfilare uno dopo l'altro.
Se volete saperne di più vi lascio qui il link diretto al sito ufficiale, così potrete guardarvi anche molte foto delle edizioni passate.




Sono davvero molto legata a questa giornata, ho molti ricordi legati alla Chiamata. Ho iniziato a farla da bimba, da ragazza e anche da mamma. Prima con i miei genitori e poi con le amiche.
Rientrare nel mio abito, che è stato cucito a mano da mia nonna, è sempre molto emozionate. Un vero e proprio tuffo nel passato. .
Vi lascio qualche foto della giornata di ieri che sono riuscita a recuperare.




La conoscevate questa tradizione? Viene fatto qualcosa di simile anche da voi?

venerdì 23 febbraio 2018

Vita da mamma lavoratrice: come mi organizzo



Esattamente tre anni fa scrivevo un post simile a questo ma da tutt'altro punto di vista. All'epoca ero una mamma full time, alla ricerca di un lavoro (che poi ho trovato dopo pochi mesi).
In quel post vi raccontavo di come quella situazione benché mi permetteva di essere molto presente nella crescita di Pietro, spesso mi stava stretta. E' sicuramente una considerazione prettamente soggettiva, ma per me non era abbastanza essere mamma full time.
Volevo una mia indipendenza economica e volevo vedermi anche in altre vesti. Desideravo mettermi alla prova anche al di fuori dell'ambiente familiare e vivere nuove esperienze che esulassero appunto dal mio ruolo di mamma e/o moglie.
Sono stata fortunata perché dopo qualche mese da quel post, quasi casualmente ho trovato lavoro. Un lavoro che mi è piaciuto da subito, grazie anche all'ambiente davvero positivo che ho trovato.
In questi tre anni sono cresciuta, e ho maturato belle esperienze e anche se a volte con fatica mi sono sempre riuscita ad organizzare e destreggiare tra i vari ruoli.
Come faccio ad organizzarmi con un lavoro full time?
Questa è una delle domande che sto ricevendo maggiormente sopratutto su Instagram.
Non c'è un segreto, una bacchetta magica per far quadrare tutto, questo lo sappiamo. Ogni famiglia ha i suoi equilibri e quello che va bene per noi, non va bene per altri. Alcune giornate poi, sembrano più un Tetris incasinato che non sembra avere fine. Direi però che nel nostro caso ci sono diversi fattori che ce lo permettono.
In primis in casa io e mio marito collaboriamo, chi arriva prima prepara la cena e poi ci suddividiamo i compiti. Lui è più bravo di me nella gestione della casa, è molto più ordinato e ci tiene particolarmente. E mi rendo conto che solo questo elemento è fondamentale. Se uno dei due dovesse sobbarcarsi tutta la gestione di faccende e pulizie ne uscirebbe stressato e svogliato.
Abbiamo dei nonni super presenti che si alternano i giorni per tenerci Pietro il pomeriggio dopo la scuola. E anche questo elemento la definirei una "mano santa", senza la quale il tutto sarebbe più difficile. Avere dei nonni per noi è fondamentale, senza di loro non so se effettivamente riuscirei a lavorare full time. Forse si con l'ausilio di una tata, però non nego che sarebbe una decisione da valutare a tavolino sulla base anche di costi e fiducia.
Cerco anche un minimo di pianificazione della settimana, in base a impegni ed esigenze di tutti e tre. Non sempre poi viene rispettata ma a grandi linee il lunedì cerco di avere un quadro generale fino al sabato.
In tutta questa organizzazione c'è anche un po' di sacrificio, sopratutto quando ci sono le trasferte di Marco. Durante una delle ultime mi sono fermata una settimana intera a casa dei miei perché Pietro si era ammalato e per evitargli mille spostamenti ho deciso che la soluzione migliore era fermarci su finché non sarebbe stato meglio. Parlo di sacrificio non perché non sia felice di trascorrere del tempo insieme alla mia famiglia anzi ma casa è casa. C'è sacrificio perché ci sono giornate che filano lisce e altre che invece ti sembra di dover scalare l'Everest.
Ma alla base di tutto, della mia e nostra organizzazione è che entrambi io e mio marito facciamo due lavori che ci piacciono; che nonostante le difficoltà che ci possono essere le riusciamo a superare.
Sicuramente lavorare in un posto dove ci si sente a proprio agio è un valore aggiunto che non si deve sottovalutare sopratutto ai giorni nostri.
Il weekend poi è generalmente dedicato a noi tre, a volte organizzando gite o cose speciali, altre a fare il "pomeriggetto" come dice Pietro sul divano accoccolati vicini vicini.
Voi che segreti avete?

martedì 20 febbraio 2018

[HAUL] Shopping online

Fare shopping è una delle poche cose che riesco a fare sempre, indipendentemente dal resto. Quello mi riesce sempre bene, fin troppo.
Fare shopping online lo trovo ancora più soddisfacente in quei giorni dove la voglia di uscire e stare tra la gente manca. Ordinare le cose comodamente seduta sul divano e riceverle direttamente a casa.
Nel video di oggi vi mostro gli ultimi acquisti fatti sul sito di Asos. capi semplici ma con quei dettagli sfiziosi che piacciono a me.
Alla fine c'è un'acquisto per qualcosa di speciale, in vista di maggio.
Come sempre aspetto i vostri commenti, e soprattutto fatemi sapere qual'è il vostro capo preferito.

giovedì 15 febbraio 2018

Come crescere un cuore felice - favorire l’autostima

Provo a scrivere questo post, perchè quando parlai su Instagram di questa serata organizzata dalla scuola di Pietro rivolta a noi genitori, a molte di voi interessò. 
Cerco di riportarvi la mia esperienza e fare delle piccole riflessioni sul tema. 
Non voglio fare affermazioni o spiegare nulla, sono letteralmente profana in materia; ma come sempre cerco di trattare argomenti interessanti a modo mio per darci piccoli spunti su cui ragionare e interrogarsi. 
La serata era incentrata sul tema dell’autostima. Un argomento che a noi interessava particolarmente visto che, come vi avevo raccontato il primo anno di asilo, non era stato semplice e ci era stata nominata questa parola in riferimento a Pietro. 


Sarò sincera con voi, io prima di allora non avevo mai considerato il termine autostima nei confronti di bambini di tre e quattro anni. E invece mi sbagliavo perchè esistono situazioni in cui per carattere, ambienti e esperienze si presentano quadri di bassa autostima. 

Tornando all’incontro la Pedagogista ci ha accolti con una prima domanda molto diretta: “che ruolo abbiamo noi genitori?” 
Perchè giustamente sapere cosa ci è richiesto fare rende il tutto più semplice, e ci porterebbe a fare e dare il massimo per raggiungere gli obbiettivi. 
Farsi questa domanda spesso fa bene a noi mamme e papà, perchè ci da la possibilità di metterci in pari, correggerci in corsa e allinearci quotidianamente con la crescita di nostro figlio. 
Ci può far rendere conto che l’obbiettivo che avevamo ieri e oggi, domani sarà già diverso. 
In certi periodi questi cambiamenti di obbiettivi sono repentini (basti pensare alle prime settimane e primi mesi di vita) in altri possono esserlo meno, ma è sempre un evolversi, un divenire mai statico. 
E io personalmente ogni tanto me lo faccio presente a me stessa per non dimenticarlo. 

Un’altro passo della serata che mi ha, personalmente, fatto riflettere, è l’affermazione: che l’educazione è un passo e per imparare deve esserci un buco/uno spazio (non per cadere) ma per permettere uno spostamento-cambiamento. 
Se noi genitori/educatori non lasciamo questo spazio, ma siamo sempre li pronti, che diciamo/facciamo/brighiamo lasciamo meno possibilità, o meglio spazi, per crescere. 
L’esserci troppo può non aiutare i nostri bambini, ovviamente essendo noi tutti diversi e anche i nostri figli il percorso da fare è trovare l’equilibrio adatto a ciascuno.
È emersa inoltre l’importanza della ripetizione solo in alcuni casi, quante volte ripetiamo le stesse cose ma non otteniamo risultati? Il non ripetere troppo le stesse cose aiuterà il bambino a tararsi, sopratutto se siamo in grado di girare la responsabilità di quella determinata azione su di lui. Ovviamente alla base delle richieste devono esserci obbiettivi realistici per il bambino. Lui deve essere in grado di compiere quella cosa, deve essere adatta a lui di modo che sia anche e sopratutto nella posizione di ricevere complimenti e perchè no farli a sua volta. 
Su questo punto la pedagogista si è soffermata, facendonci notare come per tutto, l’esempio da parte nosta è fondamentale e anche noi genitori dovremmo farci dei complimenti più spesso. Ringraziarci a vicenda per una dote che l’altro ha e noi apprezziamo. 
Sono apparentemente sciocchezze, cose semplici ma che se sommate ci aiuteranno a vivere sereni il nostro ruolo di genitori e crescere bimbi felici. 

Scrivere questo post non è stato facile, non sapevo da dove partire per racchiudere in poche parole un argomento così grande e delicato. 
L’ho fatto a modo mio, raccontandovi attraverso i miei occhi questa serata. 
Vi invito a partecipare agli incontri che organizzano scuole e strutture varie perchè sono senpre spunto di riflessione e autoesame. 
Del tema voi cosa ne pensate? Avete avuto esperienze con i vostri bimbi su autostima, sicurezza di se? 
Io mi sono ritrovata a ragionarci nei giorni successivi e terró in considerazione il nome della dott.ssa perchè so che ci sono anche degli sportelli proprio specifici per fare il punto della situazione indirizzati alle famiglie senza problematiche importanti o evidenti, per tutti.

lunedì 12 febbraio 2018

Sono tornata su Youtube

Ce l’ho fatta! Come promesso sono tornata attiva anche su Youtube, ci tenevo molto. 
Iniziare il video è stato imbarazzante, tanto che ho tagliato la scena cinque o sei volte ma poi come per il resto è risultato tutto naturale. 
È un video molto semplice dove mentre mi preparo vi racconto qualcosina. Un po’ a random senza troppo senso, ma ho deciso di pubblicarlo lo stesso. 
Vi lascio qui sotto il video e aspetto i vostri commenti, e consigli sui prossimi che farò. 



Rà.

giovedì 8 febbraio 2018

La scelta della Chiesa e del ristorante - #rewedding’s post

Con questo post direi che inauguriamo ufficialmente i rewedding’ s post
Una serie di post che da qui a maggio ci accompagneranno per raccontarvi alcuni dettagli del nostro giorno. 


Oggi vorrei iniziare raccontandovi della scelta della Chiesa e del ristorante o se vogliamo essere più cool della location. 
Se per la scelta della seconda siamo andati ad occhi chiusi, per la prima non è stato così scontato.
Il ristorante è stata una di quelle cose che ci trovava d’accordo da subito, uno dei nostri ristoranti preferiti specializzato in matrimoni dove la cucina è a dir poco fantastica. Per noi più che la location in sè era fondamentale mangiare bene. Siamo entrambi una buona forchetta ma anche delicati. Sopratutto il futuro sposino ci tiene particolarmente alla parte culinaria, e così non siamo nemmeno andati in giro a curiosare altri posti ma siamo andati li decisi. 
È un ottimo ristorante, con una zona verde ampia sfruttabile (sperando che il meteo ce lo permetta) ed è anche locanda con possibilità di pernottamento, cosa molto comoda se si hanno invitati che non sono del posto ma vengono magari da lontano.
Una cosa da valutare sicuramente è il prezzo, anche nel caso in cui la scelta ricada su una villa o una tenuta bisogna considerare sia l’affitto della location che poi il costo del catering. A noi sinceramente non stuzzicava molto l’idea del catering, probabilmente una cosa infondata ma ci dava l’impressione di cibo meno si qualità. Considerate che il ristorante è il costo maggiore di tutto il matrimonio, quindi direi che va scelto molto bene.
Noi lo abbiamo fermato un anno e mezzo prima della data, perchè è molto richiesto e non volevamo rischiare, avendo deciso con largo anticipo ci siamo mossi per tempo. Un consiglio che vi posso dare è che se avete un’idea chiara di dove svolgere il ricevimento è proprio quello di fermarlo il prima possibile. Ancor prima di fermare la Chiesa. 
La Chiesa per noi è stato un tasto un po’ più dolente, non eravamo d’accordo. Ho dovuto fare opera di convincimento, e ne sono uscita vincitrice (avevate dubbi? :P)  
La diatriba nacque perchè io volevo sposarmi nella Chiesa del nostro paese natale, dove eravamo cresciuti e dove ci sentiamo “a casa”; lui invece voleva sposarsi nella Chiesa del paese dove abitiamo ora e dove abbiamo battezzato Pietro .
C’erano dei pro e dei contro in entrambi i casi. 
Ma per me sposarci nella Chiesa vicino a casa nostra, non so come dire perdeva un po’ di significato. Non che non mi senta bene dove viviamo, anzi, ma non mi sento propriamente parte di questa comunità. Mi sento meno legata ad essa.
Insomma non ho voluto cedere e l’ho convinto. 
E poi la tradizione vuole che il matrimonio venga celebrato nella Chiesa di appartenenza della sposa, giusto? 
Così dopo aver definito anche questo ci siamo recati dal Don per confermare il tutto. 
E con questi tre step (data, chiesa, ristorante) le cose fondamentali c’erano. 
Mi dicevo ‘il grosso è fatto’ ma mi stavo solo illudendo. 
Nel prossimo post vi racconterò della scelta del fotografo e del tema del matrimonio. 
Scrivendo questo primo post ho sorriso ripensando alle prime decisioni e prime discussioni in merito, e mi ha confermato come ogni coppia del proprio matrimonio ricordi poi degli aneddoti che sul momento sembrano imprevisti o scocciature ma che poi si trasformano nei dettagli anche più divertenti di tutta l’organizzazione.
Tutti i nostri amici gia sposati ci hanno raccontato le mille avventure di quel giorno e dei preparativi: dalla giacca dello sposo con le maniche troppo corte a due giorni prima della data ufficiale -risolto perfettamente- ; alla torta nuziale non proprio come da aspettativa nell’estetica o all’acconciatura che non sembrava reggere. Queste sono solo alcune, e voi che aneddoti vi ricordate di quel giorno? 
Se avete domande o curiosità lasciatemele nei commenti qui sotto. 

lunedì 5 febbraio 2018

L’importanza di rispettare i tempi dei nostri figli

Oggi Pietro ha ripreso l’asilo dopo l’influenza e dopo un mese (quello di Gennaio) che, tra vacanze per le feste e vacanze per le nostre ferie, lo ha visto spesso assente ma nonostante tutto ci è andato volentieri.
Nella norma direte voi, invece per me è una cosa fantastica che abbiamo raggiunto piano piano e non è stata scontata. Mi spiego meglio.
Il passaggio dal nido alla materna è stato difficilissimo e abbastanza destabilizzante per lui e anche per me. Da mamma mi sentivo persa, spaesata e insicura. Passare da una realtà dove ci sentivamo tutti coccolati, ad una dove il maggior numero di bambini per classe e la struttura ovviamente diversa della scuola non permetteva la stessa cosa è stato davvero pesante. Aggiungiamoci anche che l’inserimento è combaciato con una lunga trasferta del papà, il tutto è risultato molto pesante. 
Lui mi chiedeva in continuazione dell’asilo dei piccoli e della sua maestra del cuore. Sembrava fosse un difetto essere cresciuto. Abbiamo fatto sparire per un po’ le foto e i lavoretti che avevamo appesi in cucina relativi al nido per evitare di averli sempre sotto gli occhi. Insomma all’inizio è stata dura, dopo un po’ però le cose sono migliorate. Pietro è cresciuto ma lo si vedeva abbastanza (passatemi il termine) passivo rispetto l’esperienza della scuola materna. Per lui esisteva il tennis, il calcio e noi famigliari. La scuola si c’era, lui ci andava sereno ma non rientrava proprio nei suoi interessi. 
Infatti, durante il primo anno, non ha stretto forti amicizie. 
Preferiva di gran lunga la compagnia degli adulti, probabilmente gli veniva più facile e naturale (visto che vive quasi esclusivamente con persone grandi) e forse per carattere. Pietro inoltre è sicuramente un bimbo sensibile e che prima di buttarsi studia la situazione. 
Con l’inizio del secondo anno dopo il primo mese di rodaggio e ripresa c’è stato un cambiamento, ha iniziato a vivere in modo diverso la scuola materna, ha il migliore amico, e ha stretto più amicizie importanti, ci racconta di più delle attività che lo coinvolgono. 
Pietro sta crescendo. Si sta affermando e lo sta facendo a modo suo. 
Vi racconto di questo perchè da mamma ho passato alcuni momenti un po’ così. 
Mi interrogavo spesso su cosa potessimo fare per “aiutarlo” (non è il termine corretto ma per capirci), anche se poi ha fatto tutto lui. È stata per noi genitori, ma soprattutto per me, una bella conferma che ognuno ha i suoi tempi, lui ha avuto i suoi. 
Vederlo ora così felice e appassionato anche alle varie attività a volte mi stupisco, perchè ripensando all’inizio di questo percorso di strada ne è stata fatta. 
Se anche voi con i vostri bimbi avete vissuto alcuni passaggi importanti in modo più difficile del previsto credo mi possiate capire. Anzi se vi va raccontatemi le vostre esperienze. 
A volte penso che aver tenuto il blog attivo in quei momenti mi sarebbe servito, perchè in questo angolino io mi racconto ma voi dall’altra parte non mi fate sentire sola. 

Rà 




venerdì 2 febbraio 2018

Ci ri-sposiamo

Scrivere questo post è molto emozionante per me, l’ho immaginato più e più volte anche nei mesi scorsi. 
Se mi seguite su Instagram di sicuro già lo sapete, il prossimo 19 maggio ci ri-sposiamo. Quello che magari non sapete è che la data l’abbiamo decisa quasi due anni fa, dopo il mio 25^ compleanno. 
Con Marco quest’anno festeggeremo 10 anni di fidanzamento e 5 di matrimonio civile. Metteci pure che sono la classica romanticona che sogna l’abito bianco da sempre e capirete da quanta emozione mi sento avvolgere in questi mesi. 
La foto qui sotto è una di quelle che ci aveva scattato la mia amica Siza più di 4 anni fa. Ho sempre pensato di usarla per il matrimonio, perchè i piedini di Pietro con i nostri anelli racchiudono l’essenza della nostra famiglia. Pensavo potesse essere una buona base anche per gli inviti, anche se in realtà poi li ho strutturati diversamente. Questa foto comunque mi rimane molto affezionata, tanto che abbiamo fatto un ingrandimento in salotto, e vorrei lo stesso trovarle un posticino per quella giornata.
Celebrare anche il matrimonio religioso circondati da amici e parenti, era sicuramente nei nostri programmi da sempre, ma alla decisione effettiva ci siamo arrivati un po’ scherzandoci su e un po’ fantasticando fino a che siamo arrivati a selezionare delle date papabili del 2018. 
Un 2018 che ci sembrava lontanissimo e quasi inarrivabile. E che ovviamente senza rendercene conto è arrivato. 
Non appena abbiamo deciso la data ufficiale nella mia testa sono partita in quarta con i dettagli e tutto quello che fino a quel momento avevo sognato per il nostro giorno. Entusiasmo che però inizialmente era pressochè mio.
Infatti per i primi mesi non l’avevamo detto a nessuno, e proprio in quel periodo ho deciso di creare qualcosa di speciale per poi annuciarlo alle persone più importanti. 
Così mi sono messa all’opera e ho girato un video, con la tecnica dello stop motion che oggi voglio condividere con voi. 
Sicuramente anche questo dettaglio sarà un bellissimo ricordo da riguardare negli anni venturi. Ci sono affezionata.
Vorrei fare qualche post dedicato a questo particolare momento, ai preparativi e all’organizzazione. Fatemi sapere se vi è piaciuto il nostro video annuncio e cosa vorreste vi raccontassi per primo. 

martedì 30 gennaio 2018

L’importanza del tempo solo per me

Come anticipato nello scorso articolo eccomi qui, con un nuovo post e una nuova grinta per riprendere in mano il mio blog.
Oggi voglio raccontarvi di come in questo ultimo anno ho imparato a prendermi cura di me stessa, e ho cominciato ad assaporare dei piccoli momenti esclusivi per me. 


Tra lavoro, casa, figlio e impegni lasciarsi andare e trascurarsi è molto facile, se poi ci mettiamo anche che ogni due per tre il marito parte per lavoro non ci si pone più nemmeno il problema. E invece no, nell’ultimo anno sopratutto ne ho sentito davvero il bisogno e così ho cercato spesso di ritagliarmi del tempo. Anche solo 15 o 20 minuti ma che sono diventati sacri. 
Non mi serve fare chissà che cosa ovviamente, ma anche solo il farmi una maschera (ne sono una consumatrice ossessiva e compulsiva ma di questo ve ne parlo un’altra volta), leggere un libro, sfogliare una rivista magari prendendo il caffè o insomma qualsiasi cosa che mi possa rilassare in quel momento. Un tempo in cui riesco a non pensare ad altro. A svagarmi magari ascoltando un po’ di musica o seguendo qualche video su yt.
Magari qualcuno lo può vedere come un atto egoistico ma per me è diventato vitale, rigenerante e non ci rinuncerei. 
Sono curiosa di sapere se anche voi avete un vostro rituale rilassante, se riuscite a ritagliarvi un momento higgie come lo chiamano gli svedesi.  
Di sicuro il fatto che ora Pietro sia abbastanza grande ed indipendente giova a mio favore ma sono anche convinta che sia proprio questione di organizzazione e volontà. 
Devo ammettere che anche grazie a questi miei momenti solo per me sono diventata una fissata con la skin care. Certamente anche il mio lavoro incide molto, lavorando nel settore della cosmetica ogni novità e ogni trend mi incuriosisce e finisco per provarlo. 
Magari in un altro post vi racconto di come ho imparato a prendermi cura della mia pelle e di come da pigra assoluta sono diventata molto costante sia nella idratazione che nella pulizia quotidiana. 
Ovviamente tra i momenti higgie inserisco anche il blog, perchè mi fa sentire bene, proprio come all’inizio.



domenica 28 gennaio 2018

La voglia di tornare


Che fatica mettersi di nuovo davanti alla tastiera e scrivere, ma allo stesso tempo che voglia di raccontarvi e aggiornarvi sulla nostra vita.
Non so dirvi da quanto avrei voluto farlo, so però quanto sia stato difficile scrivere questo post. Per tanti motivi: per timore di risultare banale, per la difficoltà di rinettersi qui un po’ a nudo nel mio angoletto del web ma sopratutto perchè non sapevo da che parte cominciare.
La voglia di tornare è tanta, il vostro affetto che mi ha spronato e sprona tuttora a riprendere in mano questo mio hobby. Galeotte le mie ferie ho ripreso in mano un pochino i social,  in particolare Instagram e li ogni giorno sempre di più ho risentito il piacere di stare in contatto con voi e condividere un po’ la mia quotidianità.
Ora mi auguro di tornare anche sul blog, che non ho mai chiuso proprio perchè volevo mantenere questa porticina aperta, nel momento in cui avrei ritrovato lo stimolo di tornare a scrivere.


Di cose in questo tempo di silenzio stampa ne sono successe, Pietro ha 4 anni e mezzo e ormai “ ne magna i gnochi in testa” come si dice da noi.
Questo 2018 sarà un anno speciale per la nostra famiglia, in quanto fra qualche mese celebreremo il nostro secondo matrimonio, questa volta in Chiesa e con tutte le persone più importanti della nostra vita. Sarà proprio un #rewedding_MR speciale e i preparativi iniziano a fervere alla grande.
La nostra vita è abbastanza frenetica come ve la ricordavate: con il mio lavoro e quello di Marco che ancora spesso lo porta in trasferta distante da noi. Non sempre è facile, ma siamo una bella squadra che cerca sempre di superare tutte le difficoltà.

Questo voleva essere proprio un piccolo post di avvisaglia; per farvi sapere che voglio tornare, che se vi farà piacere mi ritroverete qui nel mio angolino affezionato. Spero di ripopolarlo con nuovi contenuti e magari riuscendo a rivisitarlo un po’ anche nella grafica.
Spero di ritrovarvi qui.

Vi abbraccio,
Rachele
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