giovedì 15 febbraio 2018

Come crescere un cuore felice - favorire l’autostima

Provo a scrivere questo post, perchè quando parlai su Instagram di questa serata organizzata dalla scuola di Pietro rivolta a noi genitori, a molte di voi interessò. 
Cerco di riportarvi la mia esperienza e fare delle piccole riflessioni sul tema. 
Non voglio fare affermazioni o spiegare nulla, sono letteralmente profana in materia; ma come sempre cerco di trattare argomenti interessanti a modo mio per darci piccoli spunti su cui ragionare e interrogarsi. 
La serata era incentrata sul tema dell’autostima. Un argomento che a noi interessava particolarmente visto che, come vi avevo raccontato il primo anno di asilo, non era stato semplice e ci era stata nominata questa parola in riferimento a Pietro. 


Sarò sincera con voi, io prima di allora non avevo mai considerato il termine autostima nei confronti di bambini di tre e quattro anni. E invece mi sbagliavo perchè esistono situazioni in cui per carattere, ambienti e esperienze si presentano quadri di bassa autostima. 

Tornando all’incontro la Pedagogista ci ha accolti con una prima domanda molto diretta: “che ruolo abbiamo noi genitori?” 
Perchè giustamente sapere cosa ci è richiesto fare rende il tutto più semplice, e ci porterebbe a fare e dare il massimo per raggiungere gli obbiettivi. 
Farsi questa domanda spesso fa bene a noi mamme e papà, perchè ci da la possibilità di metterci in pari, correggerci in corsa e allinearci quotidianamente con la crescita di nostro figlio. 
Ci può far rendere conto che l’obbiettivo che avevamo ieri e oggi, domani sarà già diverso. 
In certi periodi questi cambiamenti di obbiettivi sono repentini (basti pensare alle prime settimane e primi mesi di vita) in altri possono esserlo meno, ma è sempre un evolversi, un divenire mai statico. 
E io personalmente ogni tanto me lo faccio presente a me stessa per non dimenticarlo. 

Un’altro passo della serata che mi ha, personalmente, fatto riflettere, è l’affermazione: che l’educazione è un passo e per imparare deve esserci un buco/uno spazio (non per cadere) ma per permettere uno spostamento-cambiamento. 
Se noi genitori/educatori non lasciamo questo spazio, ma siamo sempre li pronti, che diciamo/facciamo/brighiamo lasciamo meno possibilità, o meglio spazi, per crescere. 
L’esserci troppo può non aiutare i nostri bambini, ovviamente essendo noi tutti diversi e anche i nostri figli il percorso da fare è trovare l’equilibrio adatto a ciascuno.
È emersa inoltre l’importanza della ripetizione solo in alcuni casi, quante volte ripetiamo le stesse cose ma non otteniamo risultati? Il non ripetere troppo le stesse cose aiuterà il bambino a tararsi, sopratutto se siamo in grado di girare la responsabilità di quella determinata azione su di lui. Ovviamente alla base delle richieste devono esserci obbiettivi realistici per il bambino. Lui deve essere in grado di compiere quella cosa, deve essere adatta a lui di modo che sia anche e sopratutto nella posizione di ricevere complimenti e perchè no farli a sua volta. 
Su questo punto la pedagogista si è soffermata, facendonci notare come per tutto, l’esempio da parte nosta è fondamentale e anche noi genitori dovremmo farci dei complimenti più spesso. Ringraziarci a vicenda per una dote che l’altro ha e noi apprezziamo. 
Sono apparentemente sciocchezze, cose semplici ma che se sommate ci aiuteranno a vivere sereni il nostro ruolo di genitori e crescere bimbi felici. 

Scrivere questo post non è stato facile, non sapevo da dove partire per racchiudere in poche parole un argomento così grande e delicato. 
L’ho fatto a modo mio, raccontandovi attraverso i miei occhi questa serata. 
Vi invito a partecipare agli incontri che organizzano scuole e strutture varie perchè sono senpre spunto di riflessione e autoesame. 
Del tema voi cosa ne pensate? Avete avuto esperienze con i vostri bimbi su autostima, sicurezza di se? 
Io mi sono ritrovata a ragionarci nei giorni successivi e terró in considerazione il nome della dott.ssa perchè so che ci sono anche degli sportelli proprio specifici per fare il punto della situazione indirizzati alle famiglie senza problematiche importanti o evidenti, per tutti.

lunedì 12 febbraio 2018

Sono tornata su Youtube

Ce l’ho fatta! Come promesso sono tornata attiva anche su Youtube, ci tenevo molto. 
Iniziare il video è stato imbarazzante, tanto che ho tagliato la scena cinque o sei volte ma poi come per il resto è risultato tutto naturale. 
È un video molto semplice dove mentre mi preparo vi racconto qualcosina. Un po’ a random senza troppo senso, ma ho deciso di pubblicarlo lo stesso. 
Vi lascio qui sotto il video e aspetto i vostri commenti, e consigli sui prossimi che farò. 



Rà.

giovedì 8 febbraio 2018

La scelta della Chiesa e del ristorante - #rewedding’s post

Con questo post direi che inauguriamo ufficialmente i rewedding’ s post
Una serie di post che da qui a maggio ci accompagneranno per raccontarvi alcuni dettagli del nostro giorno. 


Oggi vorrei iniziare raccontandovi della scelta della Chiesa e del ristorante o se vogliamo essere più cool della location. 
Se per la scelta della seconda siamo andati ad occhi chiusi, per la prima non è stato così scontato.
Il ristorante è stata una di quelle cose che ci trovava d’accordo da subito, uno dei nostri ristoranti preferiti specializzato in matrimoni dove la cucina è a dir poco fantastica. Per noi più che la location in sè era fondamentale mangiare bene. Siamo entrambi una buona forchetta ma anche delicati. Sopratutto il futuro sposino ci tiene particolarmente alla parte culinaria, e così non siamo nemmeno andati in giro a curiosare altri posti ma siamo andati li decisi. 
È un ottimo ristorante, con una zona verde ampia sfruttabile (sperando che il meteo ce lo permetta) ed è anche locanda con possibilità di pernottamento, cosa molto comoda se si hanno invitati che non sono del posto ma vengono magari da lontano.
Una cosa da valutare sicuramente è il prezzo, anche nel caso in cui la scelta ricada su una villa o una tenuta bisogna considerare sia l’affitto della location che poi il costo del catering. A noi sinceramente non stuzzicava molto l’idea del catering, probabilmente una cosa infondata ma ci dava l’impressione di cibo meno si qualità. Considerate che il ristorante è il costo maggiore di tutto il matrimonio, quindi direi che va scelto molto bene.
Noi lo abbiamo fermato un anno e mezzo prima della data, perchè è molto richiesto e non volevamo rischiare, avendo deciso con largo anticipo ci siamo mossi per tempo. Un consiglio che vi posso dare è che se avete un’idea chiara di dove svolgere il ricevimento è proprio quello di fermarlo il prima possibile. Ancor prima di fermare la Chiesa. 
La Chiesa per noi è stato un tasto un po’ più dolente, non eravamo d’accordo. Ho dovuto fare opera di convincimento, e ne sono uscita vincitrice (avevate dubbi? :P)  
La diatriba nacque perchè io volevo sposarmi nella Chiesa del nostro paese natale, dove eravamo cresciuti e dove ci sentiamo “a casa”; lui invece voleva sposarsi nella Chiesa del paese dove abitiamo ora e dove abbiamo battezzato Pietro .
C’erano dei pro e dei contro in entrambi i casi. 
Ma per me sposarci nella Chiesa vicino a casa nostra, non so come dire perdeva un po’ di significato. Non che non mi senta bene dove viviamo, anzi, ma non mi sento propriamente parte di questa comunità. Mi sento meno legata ad essa.
Insomma non ho voluto cedere e l’ho convinto. 
E poi la tradizione vuole che il matrimonio venga celebrato nella Chiesa di appartenenza della sposa, giusto? 
Così dopo aver definito anche questo ci siamo recati dal Don per confermare il tutto. 
E con questi tre step (data, chiesa, ristorante) le cose fondamentali c’erano. 
Mi dicevo ‘il grosso è fatto’ ma mi stavo solo illudendo. 
Nel prossimo post vi racconterò della scelta del fotografo e del tema del matrimonio. 
Scrivendo questo primo post ho sorriso ripensando alle prime decisioni e prime discussioni in merito, e mi ha confermato come ogni coppia del proprio matrimonio ricordi poi degli aneddoti che sul momento sembrano imprevisti o scocciature ma che poi si trasformano nei dettagli anche più divertenti di tutta l’organizzazione.
Tutti i nostri amici gia sposati ci hanno raccontato le mille avventure di quel giorno e dei preparativi: dalla giacca dello sposo con le maniche troppo corte a due giorni prima della data ufficiale -risolto perfettamente- ; alla torta nuziale non proprio come da aspettativa nell’estetica o all’acconciatura che non sembrava reggere. Queste sono solo alcune, e voi che aneddoti vi ricordate di quel giorno? 
Se avete domande o curiosità lasciatemele nei commenti qui sotto. 

lunedì 5 febbraio 2018

L’importanza di rispettare i tempi dei nostri figli

Oggi Pietro ha ripreso l’asilo dopo l’influenza e dopo un mese (quello di Gennaio) che, tra vacanze per le feste e vacanze per le nostre ferie, lo ha visto spesso assente ma nonostante tutto ci è andato volentieri.
Nella norma direte voi, invece per me è una cosa fantastica che abbiamo raggiunto piano piano e non è stata scontata. Mi spiego meglio.
Il passaggio dal nido alla materna è stato difficilissimo e abbastanza destabilizzante per lui e anche per me. Da mamma mi sentivo persa, spaesata e insicura. Passare da una realtà dove ci sentivamo tutti coccolati, ad una dove il maggior numero di bambini per classe e la struttura ovviamente diversa della scuola non permetteva la stessa cosa è stato davvero pesante. Aggiungiamoci anche che l’inserimento è combaciato con una lunga trasferta del papà, il tutto è risultato molto pesante. 
Lui mi chiedeva in continuazione dell’asilo dei piccoli e della sua maestra del cuore. Sembrava fosse un difetto essere cresciuto. Abbiamo fatto sparire per un po’ le foto e i lavoretti che avevamo appesi in cucina relativi al nido per evitare di averli sempre sotto gli occhi. Insomma all’inizio è stata dura, dopo un po’ però le cose sono migliorate. Pietro è cresciuto ma lo si vedeva abbastanza (passatemi il termine) passivo rispetto l’esperienza della scuola materna. Per lui esisteva il tennis, il calcio e noi famigliari. La scuola si c’era, lui ci andava sereno ma non rientrava proprio nei suoi interessi. 
Infatti, durante il primo anno, non ha stretto forti amicizie. 
Preferiva di gran lunga la compagnia degli adulti, probabilmente gli veniva più facile e naturale (visto che vive quasi esclusivamente con persone grandi) e forse per carattere. Pietro inoltre è sicuramente un bimbo sensibile e che prima di buttarsi studia la situazione. 
Con l’inizio del secondo anno dopo il primo mese di rodaggio e ripresa c’è stato un cambiamento, ha iniziato a vivere in modo diverso la scuola materna, ha il migliore amico, e ha stretto più amicizie importanti, ci racconta di più delle attività che lo coinvolgono. 
Pietro sta crescendo. Si sta affermando e lo sta facendo a modo suo. 
Vi racconto di questo perchè da mamma ho passato alcuni momenti un po’ così. 
Mi interrogavo spesso su cosa potessimo fare per “aiutarlo” (non è il termine corretto ma per capirci), anche se poi ha fatto tutto lui. È stata per noi genitori, ma soprattutto per me, una bella conferma che ognuno ha i suoi tempi, lui ha avuto i suoi. 
Vederlo ora così felice e appassionato anche alle varie attività a volte mi stupisco, perchè ripensando all’inizio di questo percorso di strada ne è stata fatta. 
Se anche voi con i vostri bimbi avete vissuto alcuni passaggi importanti in modo più difficile del previsto credo mi possiate capire. Anzi se vi va raccontatemi le vostre esperienze. 
A volte penso che aver tenuto il blog attivo in quei momenti mi sarebbe servito, perchè in questo angolino io mi racconto ma voi dall’altra parte non mi fate sentire sola. 

Rà 




venerdì 2 febbraio 2018

Ci ri-sposiamo

Scrivere questo post è molto emozionante per me, l’ho immaginato più e più volte anche nei mesi scorsi. 
Se mi seguite su Instagram di sicuro già lo sapete, il prossimo 19 maggio ci ri-sposiamo. Quello che magari non sapete è che la data l’abbiamo decisa quasi due anni fa, dopo il mio 25^ compleanno. 
Con Marco quest’anno festeggeremo 10 anni di fidanzamento e 5 di matrimonio civile. Metteci pure che sono la classica romanticona che sogna l’abito bianco da sempre e capirete da quanta emozione mi sento avvolgere in questi mesi. 
La foto qui sotto è una di quelle che ci aveva scattato la mia amica Siza più di 4 anni fa. Ho sempre pensato di usarla per il matrimonio, perchè i piedini di Pietro con i nostri anelli racchiudono l’essenza della nostra famiglia. Pensavo potesse essere una buona base anche per gli inviti, anche se in realtà poi li ho strutturati diversamente. Questa foto comunque mi rimane molto affezionata, tanto che abbiamo fatto un ingrandimento in salotto, e vorrei lo stesso trovarle un posticino per quella giornata.
Celebrare anche il matrimonio religioso circondati da amici e parenti, era sicuramente nei nostri programmi da sempre, ma alla decisione effettiva ci siamo arrivati un po’ scherzandoci su e un po’ fantasticando fino a che siamo arrivati a selezionare delle date papabili del 2018. 
Un 2018 che ci sembrava lontanissimo e quasi inarrivabile. E che ovviamente senza rendercene conto è arrivato. 
Non appena abbiamo deciso la data ufficiale nella mia testa sono partita in quarta con i dettagli e tutto quello che fino a quel momento avevo sognato per il nostro giorno. Entusiasmo che però inizialmente era pressochè mio.
Infatti per i primi mesi non l’avevamo detto a nessuno, e proprio in quel periodo ho deciso di creare qualcosa di speciale per poi annuciarlo alle persone più importanti. 
Così mi sono messa all’opera e ho girato un video, con la tecnica dello stop motion che oggi voglio condividere con voi. 
Sicuramente anche questo dettaglio sarà un bellissimo ricordo da riguardare negli anni venturi. Ci sono affezionata.
Vorrei fare qualche post dedicato a questo particolare momento, ai preparativi e all’organizzazione. Fatemi sapere se vi è piaciuto il nostro video annuncio e cosa vorreste vi raccontassi per primo. 

martedì 30 gennaio 2018

L’importanza del tempo solo per me

Come anticipato nello scorso articolo eccomi qui, con un nuovo post e una nuova grinta per riprendere in mano il mio blog.
Oggi voglio raccontarvi di come in questo ultimo anno ho imparato a prendermi cura di me stessa, e ho cominciato ad assaporare dei piccoli momenti esclusivi per me. 


Tra lavoro, casa, figlio e impegni lasciarsi andare e trascurarsi è molto facile, se poi ci mettiamo anche che ogni due per tre il marito parte per lavoro non ci si pone più nemmeno il problema. E invece no, nell’ultimo anno sopratutto ne ho sentito davvero il bisogno e così ho cercato spesso di ritagliarmi del tempo. Anche solo 15 o 20 minuti ma che sono diventati sacri. 
Non mi serve fare chissà che cosa ovviamente, ma anche solo il farmi una maschera (ne sono una consumatrice ossessiva e compulsiva ma di questo ve ne parlo un’altra volta), leggere un libro, sfogliare una rivista magari prendendo il caffè o insomma qualsiasi cosa che mi possa rilassare in quel momento. Un tempo in cui riesco a non pensare ad altro. A svagarmi magari ascoltando un po’ di musica o seguendo qualche video su yt.
Magari qualcuno lo può vedere come un atto egoistico ma per me è diventato vitale, rigenerante e non ci rinuncerei. 
Sono curiosa di sapere se anche voi avete un vostro rituale rilassante, se riuscite a ritagliarvi un momento higgie come lo chiamano gli svedesi.  
Di sicuro il fatto che ora Pietro sia abbastanza grande ed indipendente giova a mio favore ma sono anche convinta che sia proprio questione di organizzazione e volontà. 
Devo ammettere che anche grazie a questi miei momenti solo per me sono diventata una fissata con la skin care. Certamente anche il mio lavoro incide molto, lavorando nel settore della cosmetica ogni novità e ogni trend mi incuriosisce e finisco per provarlo. 
Magari in un altro post vi racconto di come ho imparato a prendermi cura della mia pelle e di come da pigra assoluta sono diventata molto costante sia nella idratazione che nella pulizia quotidiana. 
Ovviamente tra i momenti higgie inserisco anche il blog, perchè mi fa sentire bene, proprio come all’inizio.



domenica 28 gennaio 2018

La voglia di tornare


Che fatica mettersi di nuovo davanti alla tastiera e scrivere, ma allo stesso tempo che voglia di raccontarvi e aggiornarvi sulla nostra vita.
Non so dirvi da quanto avrei voluto farlo, so però quanto sia stato difficile scrivere questo post. Per tanti motivi: per timore di risultare banale, per la difficoltà di rinettersi qui un po’ a nudo nel mio angoletto del web ma sopratutto perchè non sapevo da che parte cominciare.
La voglia di tornare è tanta, il vostro affetto che mi ha spronato e sprona tuttora a riprendere in mano questo mio hobby. Galeotte le mie ferie ho ripreso in mano un pochino i social,  in particolare Instagram e li ogni giorno sempre di più ho risentito il piacere di stare in contatto con voi e condividere un po’ la mia quotidianità.
Ora mi auguro di tornare anche sul blog, che non ho mai chiuso proprio perchè volevo mantenere questa porticina aperta, nel momento in cui avrei ritrovato lo stimolo di tornare a scrivere.


Di cose in questo tempo di silenzio stampa ne sono successe, Pietro ha 4 anni e mezzo e ormai “ ne magna i gnochi in testa” come si dice da noi.
Questo 2018 sarà un anno speciale per la nostra famiglia, in quanto fra qualche mese celebreremo il nostro secondo matrimonio, questa volta in Chiesa e con tutte le persone più importanti della nostra vita. Sarà proprio un #rewedding_MR speciale e i preparativi iniziano a fervere alla grande.
La nostra vita è abbastanza frenetica come ve la ricordavate: con il mio lavoro e quello di Marco che ancora spesso lo porta in trasferta distante da noi. Non sempre è facile, ma siamo una bella squadra che cerca sempre di superare tutte le difficoltà.

Questo voleva essere proprio un piccolo post di avvisaglia; per farvi sapere che voglio tornare, che se vi farà piacere mi ritroverete qui nel mio angolino affezionato. Spero di ripopolarlo con nuovi contenuti e magari riuscendo a rivisitarlo un po’ anche nella grafica.
Spero di ritrovarvi qui.

Vi abbraccio,
Rachele
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