giovedì 21 maggio 2015

Papà in trasferta

In tutto questo tempo in cui scrivo su questo blog vi ho raccontato più volte di come gestiamo le trasferte di M.
Certo prima che nascesse Pietro e fino a che lui era piccino la cosa era particolarmente facile, certo non ci sia bitua mai del tutto alla partenza ma tutto sommato dopo un po' non è più così traumatica.


Adesso che Pietro parlicchia (se volete vedere il suo vocabolario QUI, lo aggiornerò nei prossimi giorni viste le new entry), chiede di papà tutti i giorni, riconosce la sua macchina e e quando gli dicoche è al lovoro lui sorride e annuisce.
Quando va in trasferta e gli spiego che rientrerà dopo qualche giorno sembra capire ma alla sera ad ora di cena ad ogni suono di macchina urla: "papà!"
Probabilmente si abituerà anche lui a questi periodi in cui M. spesso parte per periodi più o meno lunghi. Per ora io nella maggior parte dei casi faccio la borsa e vado dai miei perchè star sola la notte non sempre mi piace, purtroppo.
Quindi per Pietro è una festa. I nonni se lo godono e lui si lascia coccolare.
Di certo, perchè è bello cogliere il lato positivo di tutte le cose, il momento del rientro è bellissimo ora.
Pietro che sente la macchina del papà, lui che va a prepararsi davanti la porta di casa ad attenderlo, la porta che si apre e l'abbraccio spontaneo con il papà.
Beh questa scena ogni volta mi commuove, perchè vedere i miei ometti stretti l'uno all'altro è qualcosa di estremamente dolce.
Per chi viaggia e vive quotidianamente questa situazione sicuramente mi capirà.
Ve ne parlai già, di quanto io ringrazi la tecnologia che ci aiuta ad accorciare le distanze QUI e continuo a sostenerlo.
Vedere pietro che corre a mandare un bacio al suo papi in videochiamata su "facetime" è veramente bello.
Quando poi è a casa cerchiamo di concentrare impegni ed attività in cui possiamo goderci la nostra famiglia, anche una bella scorpacciata di Lego sul tappeto eh, l'importante è stare insieme.
Se vi va raccontatemi le vostre esperienze e consigli sul vivere le trasferte al meglio, sopratutto per i bambini.
Rà <3 

8 commenti:

  1. Secondo me, almeno qualche volta, e' giusto affrontare la trasferta stando a casa, solo voi due: rafforza la mamma ed il legame mamma- figlio!
    L'Alpmarito ormai è sempre via in settimana, a volte tre, a volte cinque giorni, e per il nano non è facile, come per me. Cerchiamo di approfittarne per stare insieme io e lui e per ora, l'unico sistema anti nostalgia che conosco e' scherzare un po' sul l'assenza del papà e poi lasciarlo dormire nel lettone con me!!!

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    1. Mi ci ero abituata a starmene qui con lui, noi due ma poi purtroppo alcuni episodi di furti (non a noi nello specifico) mi hanno fatto tornare la paura della sera sola in casa! Speriamo riesca di nuovo a superarla! Grazie cara per il consiglio!

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  2. Mio marito non va mai in trasferta ma ogni tanto mi prendo i miei spazi e lascio da soli i miei 2 uomini, si rafforza il legame tra di loro e ne gioisco anche io.
    Un bacione cara e tanti auguri di buon compleanno!

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    1. Ciao Lisa, beh anche ritagliarsi il nostro tempo da donne e lasciare i masculi o il marito con i figli è importante sicuramente! Grazie di cuore!

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  3. Ti capisco benissimo.. Mio marito d'estate va via 2 mesi e mezzo e spesso durante l'anno va via il fine settimana.. All'inizio il bimbo non ci faceva granché caso (anche se quando tornava gli faceva un sacco di feste) ma ora che ha 5 anni sente la sua mancanza e a volte ci sta male.. Non è facile perché anche a me ci piange il cuore quando lo vedo così ma cosa possiamo farci? Fortunatamente il mi marito gli dà un sacco di attenzioni e ci gioca molto..

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    1. Immagino che più crescono e più il dover salutare il papà che parte sia difficile, ma credo anche che l'importante è cercare di non farglielo pesare (grazie al nostro atteggiamento) ma sopratutto che i momenti che trascorrono insieme siano di vera qualità. Solo così i rapporti rimangono belli.

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  4. Anche mio marito spesso è via per lavoro. Dormire a casa da sola con Matteo non mi pesa, ma ammetto che quando succede attacco l'allarme (cosa che non sempre facciamo se c'è a casa anche mio marito!). Hai pensato a una soluzione "pratica" di questo tipo?

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    1. In realtà negli utlimi tempi l'avevo superata, poi alcuni avvenimenimenti a persone a noi care mi hanno fatto risvegliare il timore della notte. Probabilmente ripassera, comunque si ma anche l'allarme non mi da tantissima sicurezza. Ma forse sono un caso particolare io ihihihih.

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