mercoledì 20 maggio 2015

Il viaggio in macchina verso il "parto"

Quando un'amica mi confida che è in dolce attesa, o che lo vorrebbe essere a me scatta un ricordo fra tutti nella mente. 
Un ricordo che rimarrà indelebile, degli ultimi momenti da gravida prima di diventare finalmente mamma. 
No non vado a pensare alla prima contrazione, alle acque che si sono rotte o al travaglio in genere. 
Io ricordo il viaggio
Quel viaggio, che da quando scoprii di aspettare Pietro mi continuavo a chiedere e immaginare "Come sarebbe stato?!"
Il viaggio in macchina verso il "parto" non lo dimenticheró mai. 
Ricordo che l'agitazione era tanta, avevo rotto le acque e perció prima di salire in macchina presi con me un asciugamano (l'euforia del momento). 
La classiche domande: "hai preso la borsa?" "Ci sono le buste con i numeri per il cambio del bimbo" "le merendine non le ho prese!" "Magari mi rimandano a casa" 
E poi il silenzio
La macchina proseguiva nella notte e noi in silenzio. 
"Eccola" una contrazione. 
Silenzio
"Eccola" un'altra 
Silenzio
Lui che prova a rompere il silenzio con un: "come stai?" "Ahia, meglio se non mi chiedi niente che appena parli mi arriva la contrazione!" 
Queste le poche frasi che io e M. Ci siamo scambiati. 
Ma la parte più bella del viaggio è stata il giorno dopo
Vi starete chiedendo perchè?
Perchè guardando Pietro,a poche ore di vita dormire nella culletta, lui si gira mi guarda e mi chiede" Ma che strada abbiamo fatto per venire in ospedale sta notte?"
Li credo di aver riso tantissimo ricordandomi il viaggio momento per momento. 
Questo viaggio non lo dimenticheró mai! Voi ve lo ricordate il viaggio che vi ha condotto da vostro figlio

6 commenti:

  1. Uh a voglia se lo ricordo.
    In primis io a inizio travaglio mi sono messa a pulire casa e questo non lo scorderò mai.
    Il viaggio in macchina, durato ben 20 minuti, l'ho passato chiamando mamma, sorella e la mia migliore amica, tra una contrazione e l'altra e respirando piano piano (come ti insegnano al corso preparto). Io che tranquillizzavo mia mamma disperata dal pianto (si per dirti neache fosse la sua prima nipotina visto che era nonna già di una peste), poi lo stesso con mia sorella (pure lei già mamma), per fortuna la mia migliore amica era più tranquilla. Alessio che mi diceva di respirare profondamente e che ahimè prendeva ogni buca con la macchina e io che gli dicevo "Se eviti le buche mi faresti una favore". Un viaggio a dir poco comico!
    Baci Silvia

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    1. Noi invece non abbiamo chiamato nessuno. Forse inconsciamente pensavamo di aver tempo, o forse il fatto che fossero le una di notte ci hanno portato a non dover allarmare nessuno. I misteri di quella notte :):):):) un bacio cara!

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  2. Eccome se me lo ricordo! Anche io, quando ripenso alla nascita di Matteo, uno dei ricordi più vividi è quello del viaggio. Nel nostro caso breve (abitiamo a 10 minuti dall'ospedale), ma con un'incognita: un passaggio a livello! Che ovviamente mentre ci stavamo avvicinando...si è chiuso! Quindi ho vivissimo anche il ricordo degli accidenti che ho tirato al passaggio chiuso, che ci ha costretti a fare inversione per girare in una via alternativa.

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    1. Nuuuu il passaggio a livello...io credo sarei impazzita, o forse no. In quella notte tutto non segue un filo logico in effetti.

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  3. Ti saprò dire ad agosto! Diciamo che sono abbastanza terrorizzata da una parte (per paura di contrattempi o "incidenti di percorso") e dall'altra molto eccitata all'idea di tenere (finalmente) in braccio il mio piccolino! :-)

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    1. Aspetto il tuo racconto, e cerca di vivertela al massimo che è l'esperienza più bella della vita! Un abbraccio

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