lunedì 27 aprile 2015

Quando i bambini regrediscono

La scorsa settimana Pietro ha dimostrato una fase di regressione in alcuni dei suoi comportamenti abituali.

In primis si è svegliato tutte le notti per dormire nel lettone, cosa che ormai succedeva sempre meno spesso, o solo verso mattina per svegliarci insieme. 
Non ha più voluto fare pipì nel vasino, che fino al giorno prima continuava a chiamarci per farla li. 
Non voleva più mangiare con la forchetta, solo ed esclusivamente con le mani. Ma anche in questo modo nulla sembrava essere di suo gradimento. 
Qualche pianto in più, tanti "no" per qualsiasi cosa e in carattere più nervoso in generale. 
Da sabato sera la cosa sembra essere rientrata in tutto. Parlando anche con la sua maestra al nido e navigando in internet questi comportamenti mi fanno pensare appunto ad una fase di regressione, che sono molto comuni nei bambini. 
Possono scaturire per diversi motivi, le cause sono davvero disparate. Nel nostro caso credo sia stata la sua congiuntivite e relativo malessere ma sopratutto la mia influenza. Vedermi stanca e poco propensa a giocare, o andare a fare un giro al parco con la nonna lasciandomi a casa forse ha contribuito. 
Sono sincera che li per li vederlo in questi atteggiamenti che ormai aveva superato mi ha destabilizzato. E per i primi momenti ho fatto i classici errori: dirgli che è grande e non piccolo, dirgli che non va bene a fare così o dirgli che alla mamma non piace il suo comportamento. 
Frasi che in quel momento di certo non aiutavano a superare la difficoltà, ma forse andavano ad uaumentare il suo disagio. Leggendo anche in internet, ecco perchè scrivo questo post, ho capito che dovevo cambiare approccio
Ho iniziato a parlargli come prima ignorando che lui stesse mangiando con le mani, o non volesse fare pipì. Insomma in poche parole ignoravo il comportamento senza ignorare lui. Sembra più difficile dirsi che a farsi. In realtà il meccanismo è come quando inciampa e cade, se gli si chiede se si è fatto male piange se lo si guarda sorridendo e non gli si dice nulla ride. 
Ora non credo che la fase sia passata (e lo dico piano per non tirarmela addosso) per il "mio" nuovo atteggiamento, ma credo che non sia aumentata e proseguita anche grazie a questo. Probabilmente se avessi continuato a riprenderlo su quelli che io ritenevo comportamenti sbagliati forse staremmo ancora chiedendoci quando passerà. 
Anche i vostri bambini hanno sofferto di queste fasi di regressioni? Quanto sono durate? 
Per noi è stata la prima, e so che ne potrebbero accadere altre. Spero di essere più pronta la prossima volta. 
Spero con questo post di aver fatto sentire meno sole le mamme che come me i primi giorni si trovano a non saper gestire il proprio figlio. Io mi sentivo davvero a disagio, ma poi si cambia prospettiva e si riesce a superare. 
Un abbraccio,
Rà <3

2 commenti:

  1. Rachele, non puoi capire come mi sollevano le tue parole....Stiamo vivendo la solita situazione con Giulia...io, lo ammetto, sto attraversando un periodo di stanchezza e nervosismo. Il papà sta lavorando molto ed è spesso fuori casa per diversi giorni e lei, lei ti risponde, fa i capricci che....quasi quasi è irriconoscibile! grazie dei tuoi consigli, mi rendo conto che spesso, proprio per questo memento che sto attraversando, mi approccio nel modo sbagliato con lei.
    Un abbraccio,
    Daniela

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    Risposte
    1. La tua esperienza è proprio la conferma che loro sentono ogni nostro stato d'animo e di conseguenza reagiscono. Questo mi fa capire quanto loro dipendano da noi sotto questo punto di vista e di quanta responsabilità abbiamo nei loro confronti anche per questo aspetto.
      Ti mando un grosso abbraccio e ti auguro che il periodaccio passi velloce e ritoorni la calma anche da voi! Grazie per il tuo commento, è sempre un piacere per me leggerli!

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