venerdì 27 marzo 2015

Confessioni di una mamma NON lavoratrice

Qualche giorno fa mi sono imbattuta su un post sul sito delle Instamamme scritto da una mamma lavoratrice. Era una lettera aperta scritta con trasporto ad una mamma non lavoratrice. Inutile dire che nel leggerla mi sembrava stesse parlando proprio a me.

Fin da subito mi ha smosso emozioni contrastanti, comprensione da un lato ma non solo.
Vi invito a leggere quel post per poter capire fino in fondo il mio.
Io sono una mamma non lavoratrice ma alla ricerca di un lavoro. Sono una mamma non lavoratrice e per molti versi mi sento, effettivamente, onorata e fortunata di poterlo essere. Ovviamente perchè ho il privilegio di essere sempre presente nella quotidianità di mio figlio. In alcuni giorni, però, non sono a mio agio con questo mio ruolo esclusivamente casalingo, mi sta un po' stretto. Sono una mamma non lavoratrice che però sente il bisogno di lavorare per avere proprio un'altro ruolo, indipendente dall'essere solo mamma e moglie. Sono convinta di avere la necessità di calarmi anche in altre vesti.
Sono una mamma non lavoratrice che però riconosce davvero la fortuna di poter crescere 24h il proprio bambino, ma che sa anche che suo figlio, a volte, sta bene e gli fa bene trascorrere del tempo anche con altre persone che gli vogliono bene. Me lo dimostra ogni volta che lo lascio ai nonni o al nido a giocare con i suoi coetanei.
Sono ovviamente consapevole che lasciarlo qualche ora e lasciarlo l'intera giornata cambia e non è la stessa cosa; qui, infatti, emerge la mia comprensione nei confronti della mamma lavoratrice. Immagino il senso di colpa e la mancaza che una mamma lavoratrice possa provare quotidianamente.
Purtroppo di questi tempi -troppo spesso-, il lavoro più che nobilitare l'uomo lo mette a dura prova e ciò ovviamente va ad influire negativamente sui già tanti contro che ha un lavoro per una mamma.
Quello che vorrei dire alla mamma lavoratrice è che anche ad essere una mamma non lavoratrice ha i suoi contro.
Sicuramente sono inferiori, o meglio dire diversi ma ci sono; si va dal lato economico al lato emozionale.
Questo post lo scrivo per me e per tutte le mamme che come me a volte soffrono di questo disagio dovuto dalla situazione. Io ho passato giorni veramente "NO" rimuginando su questa cosa, e credo sia abbastanza fisiologico. Ma confrontarsi e sapere che non si è sole, a volte aiuta.

Non vuole assolutamente essere un post polemico, solo un post-risposta per dare anche l'altro punto di vista.
Ci tengo particolarmente a questo argomento, perchè in alcuni giorni ho sofferto questa situazione come un vero disagio e volevo/vorrei tanto essere dall'altra parte. Non perchè non vedo l'ora di staccarmi da mio figlio, assolutamente, ma perchè vorrei vivere nuove esperienze come donna.
Per finire voglio raccontarvi dei modi che ho attuato per sconfiggere le giornate di crisi (di cui vi parlavo sopra) e sono: coltivare gli hobby e le passioni nel tempo libero anche se sembra sempre poco, scandirsi la settimana con degli impegni più o meno fissi e imporsi di uscire anche quando la voglia è sotto le scarpe. Uscire fa bene!
E voi che mamme siete? Soffrite della vostra situazione, qualunque essa sia, o avete raggiunto un compromesso?
Io di una cosa sono però davvero convinta: i nostri figli ci ameranno in entrambi i casi perchè siamo mamme e amiamo i nostri figli.
Sono davvero interessata alle vostre esperienze perchè, mi ripeto, è un argomento che mi tocca da vicino.
Rà <3

6 commenti:

  1. Grazie :) molto interessante e sempre utile il confronto

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    1. Grazie a voi per lo spunto che mi avete dato per scrivere questo post, che fini ad ora non ero riuscita a pubblicare.

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  2. Bel post, Rachele... Lo è per vari motivi, ma prevalentemente perché è un punto di vista sincero e assolutamente privo di polemica. Essere madre è un ruolo che non dipende dall'avere o meno un lavoro, secondo me. Una donna è madre (ed ha il diritto di essere considerata tale) sia se lavora (e di questi tempi si potrebbe anche dire "sia se ha la fortuna di lavorare"), sia se sta cercando un lavoro, sia se sceglie di non lavorare al di fuori delle mura domestiche. In qualsiasi caso e rispetto a qualsiasi scelta (obbligata o meno), nessuna è meno madre dell'altra. Ogni situazione ha i suoi pro ed i suoi contro... Il mio pro è quello di sentirmi realizzata non solo come madre, ma anche come donna, potendo contare su un ruolo che negli anni mi ha fatto crescere ed acquisire determinate responsabilità. Il mio grande contro, purtroppo, è soffrire costantemente del famoso "senso di colpa" che citi nel tuo post, dal momento che mi accorgo che, ogni qualvolta ritorno a casa, la mia Principessa mostra tutti i sintomi della famosa "ansia da separazione", pur non avendo ancora compiuto 7 mesi... Dalle 16 in poi, ogni giorno, ci sono e mi dedico a lei a 360 gradi, ma sento che a lei manco lo stesso e questo mi pesa tantissimo...

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    1. Ciao Elisabetta, grazie di cuore per aver condiviso la tua esperienza. Credo sinceramente, come in ogni cosa della vita, che come dici nonostante il lavoro di appaghi la mancanza di tua figlia si fa sentire. Sicuramente più sarà più anche lei saprà gestire i vostri orari. Pietro ad un anno e mezzo va volentieri al nido, ieri non voleva quasi venire a casa. Noi mamme abbimo la forza di trovare un equilibrio, pur stando male o soffrendo...ma alla fine ce la facciamo. Un abbraccio forte a te e a Vera❤️

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  3. Sono dall'altra parte della barricata, ovvero lavoratrice da sempre e per fortuna aggiungo io: primo perché un lavoro di questi tempi è un dono da custodire, secondo perché forse non ce la farei ad essere sempre "presente" in famiglia. Questo non vuol dire che non ci sia bene e che veda la mia vita da mamma come un peso, ringrazio il cielo per esserlo e per avermi donato i miei figli, ma è come se dentro di me ci fosse anche dell'altro e che mancando è come se fossi mancata io, per lo meno per un pezzo. A volte mi lamento di quanto corro, di quanto sono stanca e stressata per star dietro a tutto, i figli, la casa, il lavoro e il tempo per me che scarseggia, poi mi chiedo "potrei vivere diversamente?" e mi rispondo sempre di no.

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    1. Condivido in toto le tue parole. Nonostante siamo nelle due situazioni opposte condivido il tuo pensiero e lo capisco. È infatti il motivo principale per cui sto cercando un lavoro. Un abbraccio

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